Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 28 luglio 2009

 

 
 

CHIESA DEL PURGATORIO, IN UN ANNO L'IPOGEO TRASFORMATO IN MUSEO

Luigi Elicio

• RUVO. L' ipogeo «nascosto» accanto alla famosa grotta di «San Cleto» (primo Vescovo, del 1350) fra un anno diventerà un ulteriore tassello nel mosaico turistico-culturale della città del Talos. Sono ripresi i lavori di restauro e allestimento «museografico» del sito archeologico posto nelle viscere della chiesa del Purgatorio (del 1700), a due passi dall'antica Cattedrale del XII secolo. Un progetto di completamento dei lavori finanziato dal ministero per i Beni e le attività culturali dietro il coordinamento e la supervisione della direzione regionale ministeriale, la Soprintendenza per i beni archeogologici della Puglia di Taranto guidata da Giuseppe Andreassi, che tra l'altro è il responsabile di tutto il procedimento dell'intervento di restauro.

Importo dei lavori: 152mila euro per 365 giorni di cantiere al di sotto dell'antica chiesa. I lavori riguardano l'ipogeo e l'adiacente grotta di San Cleto che un paio d'anni fa riportarono alla luce, nascosti da un muro perimetrale, ulteriori ambienti e spazi sotto terra. Una scoperta straordinaria della Ruvo «sotterranea» che si dirama in lungo e in largo nei dintorni di chiese e immobili antichissimi. I lavori di recupero furono sospesi ed interrotti in attesa di risorse aggiuntive per proseguire l'opera di completamento.

L'intervento di recupero e di allestimento museografico è partito giovedì scorso e durerà un anno. I lavori di restauro e consolidamento statico della chiesa furono avviati alcuni anni fa per sanare le lesioni e le ferite causate dagli effetti del terremoto che scosse il Molise nel 2002 fino a propagarsi in diverse zone del barese. Una chiesa del 1700, sede al di sotto dell'importante ed antichissima «grotta» di San Cleto visitata da gruppi di turisti e studiosi a due passi dalla Cattedrale. Un intervento di recupero di 309mila euro allora, finanziati con fondi del ministero per i beni e attività culturali (legge 291/2003) e sempre sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza …”