LA CHIESA  E LA CONFRATERNITA DI SANTA MARIA DEL SUFFRAGIO 

del “PURGATORIO” 

La chiesa del Purgatorio di Ruvo fu edificata verso la metà del ‘600 ed è a due navate.

Quella a settentrione è posta sopra la Grotta di San Cleto (cisterna di epoca romana del II sec. d.C. adibita, secondo la tradizione, a luogo di culto dei primi cristiani ruvesi sotto la guida di S. Cleto I Vescovo di Ruvo e III Papa) sulla quale un tempo vi era la più antica chiesetta dedicata al santo e dove, all’interno di essa, operava la Confraternita degli incappucciati di San Cleto successivamente estinta ma rappresentata in un bellissimo polittico del 1537 ancora oggi esposto nella chiesa del Purgatorio.

L’altra navata invece, fu innalzata sui ruderi di alcune case donate nei primi anni del 1600 dalla nobildonna ruvese Elisabetta Zazzarino vedova di Giovanni Pietro Caputi con il desiderio che su di esse si potesse edificare un tempio dedicato alle Anime del Purgatorio.

Il tempio, ultimato nel 1643 e benedetto dall’Arciprete don Marco Modesti, fu inizialmente intitolato a San Michele Arcangelo. Solamente qualche anno dopo l’edificazione, la chiesa fu denominata del Purgatorio poiché, all’interno di essa cominciarono a riunirsi innumerevoli fedeli per suffragare con la preghiera le anime dei morti sotto la guida spirituale del Sac. don Francesco Paolo Pellicani. E fu proprio per sua iniziativa che Mons. Domenico Galesio Vescovo di Ruvo, con decreto del 27 Agosto 1678 fondò la confraternita che intitolò alla Vergine SS del Suffragio (da una tela già collocata in chiesa realizzata dal pittore napoletano Carlo Plantamura e raffigurante la Madonna del Suffragio e le anime purganti) e lo stesso anno della fondazione, sotto il papato di Innocenzo XI, la fece aggregare all’Arciconfraternita del Suffragio di Roma esortando uomini e donne a farne parte in qualità di fratelli e sorelle.

Nella chiesa del Purgatorio venne subito fondato il Monte dei Morti che era costituito da coloro i quali mensilmente versavano delle elemosine per ricevere dopo la morte tante messe di suffragio a seconda delle elemosine pagate.

Alla Confraternita della Vergine del Suffragio del Purgatorio, aderirono persone di ogni grado sociale e culturale nonché famiglie possidenti e nobiliari (Miraglia, Ferri, Campanelli, Jatta ecc.) che con cospicui lasciti e ingenti donazioni, permisero l’istituzione all’interno della stessa confraternita, di ben tre monti di beneficenza che furono attivi fino agli inizi del ‘900: il Monte Purgatorio, il Monte Leone e il Monte San Cleto.

Dalle rendite di questi istituti di carità, la confraternita provvide a sostenere i poveri, le fanciulle orfane, le vedove, gli ammalati e, durante il periodo della peste, a seppellire i morti poveri sotto la stessa chiesa del Purgatorio.

I confratelli del Suffragio indossarono sempre il sacco bianco col cordone nero, il cappuccio bianco, la mozzetta nera (sostituita in seguito dall’attuale tracolla) con sopra il simbolo del Purgatorio raffigurante il teschio umano tra tibie incrociate e croce sovrapposta.

Nel 1684 furono redatte le Regole statutarie confirmate dal Vescovo di Ruvo Mons. Giannone Alitto e nel 1766 la confraternita fu munita di Regio Assenso da Re Ferdinando IV di Borbone. Attualmente, oltre alla grande devozione al culto verso i defunti espletato soprattutto nell’intero mese di Novembre, nella chiesa del Purgatorio si venera una bellissima statua raffigurante la Madonna della Pietà. Essa rappresenta la Madre Addolorata in gramaglie e, seduta ai piedi della croce, sorregge sulle ginocchia il corpo di Gesù schiodato dalla Croce. La statua, munita di straordinaria espressività e suggestione, fu acquistata con le elemosine dei Confratelli e delle Consorelle nel 1898 e fu realizzata dal celebre cartapestaio leccese Giuseppe Manzo. La Madonna della Pietà, esce in processione penitenziale il pomeriggio del Sabato Santo e, portata a spalle da 40 portatori, conclude i suggestivi riti della Settimana Santa ruvese. Nella chiesa del Purgatorio, oltre al pregevole Polittico del XVI sec., alla tela del Suffragio ed a una statuaria di rilevante spessore artistico, la Confraternita di Santa Maria del Suffragio custodisce preziosi lavori di argenteria e oreficeria del sec. XVIII nonché un vasto archivio confraternale, probabilmente uno dei più ricchi e completi delle chiese di Ruvo dove, tra la moltitudine del materiale cartaceo conservato, risaltano i manoscritti storicamente più importanti come le Regole (1684), la Platea (1696), l’Inventario (1729), il Regio Assenso (1766).  

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

   

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